senza specchio

In antitesi a Platone, per cui l’arte è sempre copia di una copia, per Aristotele l’arte ricrea le cose secondo una nuova dimensione. Il ‘bello’ è in Aristotele un concetto quasi matematico: implica proporzione, e quindi ordine, simmetria di parti. È una forma di conoscenza. Dice: “Alcune cose che la natura non sa fare l’arte le fa, altre invece le imita”. Le ‘arti belle’ non hanno utilità immediatamente pratica: l’arte può prescindere dalla realtà, introdurre eventi irrazionali, impossibili, ricorrere a menzogne. Ma l’impossibile e l’irrazionale devono essere verosimili. Scrive in proposito: “L’impossibile verosimile è da preferire al possibile non credibile”.